Selena Varlien - Sei mesi in Perù

Selena Varlien – Sei mesi in Perù

SELENA VARLIEN

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Sei mesi in Perù… partendo con un vocabolario di spagnolo, tornando con gli occhi pieni di gioia

Selena ha visto ragazzi in situazioni peggiori di come le aveva immaginate, haIMG-20151022-WA0005 portato a casa dal suo viaggio il sogno di poter dare attenzione, cura, senza attendersi nulla in cambio. Selena Varlien, per gli amici Selly, con Stefania presidente della ASSOCIAZIONE SINERGIA, ha presentato giovedì 22 ottobre la sua esperienza di volontariato a Lima, megalopoli capitale del Perù, presso la sala parrocchiale di San Domenico Savio. C’erano più di 50 persone ad ascoltarla, guardando scorrere le decine di immagini proiettate, soprattutto volti, quasi sempre sorrisi, puliti e luoghi, quasi sempre sporchi.

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Per sei mesi Selly ha vissuto accanto ai ragazzi della ‘Casetta’, bambini che hanno interrotto la frequenza alla scuola tanto da ritrovarsi analfabeti a 13 anni, che vivono letteralmente per la strada o in caseggiati fatiscenti dove l’igiene minima è inesistente e sconosciuta. La droga dei poveri, dei ragazzi, è la colla per scarpe, annusata nei sacchetti. La famiglia è la banda che vive di espedienti e di idee creative per sopravvivere. La tubercolosi è la causa di morte principale per i ragazzi che spesso non hanno nemmeno una carta di identità, una data di nascita certa, l’affetto ed il sostegno di un genitore.

Selena non poteva salvare tutti i ragazzi di strada di Lima, del Perù, ma poteva IMG-20151022-WA0004conoscere la loro realtà, imparare la loro lingua, unirsi ai volontari che non obbligano nessuno a lasciare la strada per fare una esperienza di famiglia, di istruzione, di gioco e di regole, ma offrono una possibilità per la quale chiedono solo un impegno temporaneo. La situazione di vita di questi ragazzi è tale che molto spesso pur accettando di vivere nella casa-famiglia, insieme ad una decina di coetanei, passati pochi giorni sentono il richiamo della foresta di abitudini, di relazioni che li portano a tornare da dove erano venuti. Poi però accade che gli operatori di strada della associazione ricontattano questi giovani, così un ripensamento e l’idea che una vita diversa possa essere possibile, fa sì che ritornino nella casa che avevano lasciato. Ed è allora una festa, così come accade quando un ragazzo, tornato alla scuola, forte di quanto ricevuto, intraprende alla maggiore età una strada in autonomia, qualche anno prima impensabile, o un altro sventola per settimane la carta di identità acquisita dopo ore di attese per la burocrazia che finalmente gli darà un nome ed una data di compleanno (perché no? Anche per i regali degli amici!)

IMG-20151022-WA0006Selly non poteva conoscere tutti i ragazzi che vivono sulle strade di Lima, ma poteva entrare in relazione con alcuni e lo ha fatto riportando in Italia molto di più di quello che pensa di aver dato. Ci ha detto di aver imparato a cercare la gratuità, a non pretendere dagli altri quanto non possono dare o comprendere, di dare valore al tempo condiviso ma senza dimenticare la cura di sé. Ci ha detto che consiglia a tutti di guardare lontano, di fare l’esperienza di dare e di essere nella relazione, semplicemente imparando a costruire aquiloni, o intrecciando braccialetti; spiegando come evitare di infettarsi di TBC o portando i ragazzi a fare il bagno, scoprendo che talvolta possono preferire una grande pozzanghera che una piscina pulita… Ci ha detto che è tornata con una seconda famiglia, che lo rifarebbe e che dopo i sei mesi passati con i ragazzi si è concessa un viaggio da sola in altri paesi della America Latina scoprendo non solo la bellezza delle persone che aveva incontrato, ma anche la meraviglia per natura e tracce della storia dei popoli. Ci ha detto delle cose, ci ha parlato di persone, ci ha parlato con gli occhi, ed erano pieni di gioia.

Scarica il volantino dell’Associazione Sinergia:

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