IL NUOVO AFFRESCO DELLA CHIESA

IL NUOVO AFFRESCO DELLA CHIESA

Per i primi trent’anni dalla sua consacrazione la chiesa parrocchiale, casa della comunità cristiana di San Domenico Savio in Verona, faceva incrociare lo sguardo dei fedeli su un muro di cemento, dove peraltro piogge insistenti vi facevano penetrare l’acqua fino al crocefisso.  Unico arredo: le vetrate colorate in alto e le bocche di aerazione per il riscaldamento che fanno bella posa ai lati. Nel bilancio della parrocchia, ancora gravato dagli impegni pluriennali derivanti anche dalla ristrutturazione della canonica e del centro giovanile, non poteva certo trovare posto il finanziamento di un’opera d’arte che valorizzasse la simbologia trinitaria dell’altare ed il sogno di don Bosco!

Ora invece gli affreschi di Noemi Poffe hanno modificato il presbiterio, portandoci ad alzare gli occhi per leggere la fede di San Domenico Savio che, in relazione con Maria, indica con il suo sguardo Gesù. Le mani misericordiose di Dio Padre si aprono sulla luce dello Spirito Santo e la luce si riflette sul mosaico che rimanda ai colori delle vetrate e dell’affresco e che arriva fino a raggiungere la croce. Lo sguardo ora si sofferma sui particolari alla ricerca delle simbologie, non più su un muro di cemento.

Ma il segno più grande è che il nuovo decoro della casa del Signore si è realizzato senza che la comunità parrocchiale fosse chiamata a contribuire con una colletta e, quindi, senza che nessuno possa dire che questi soldi non dovevano essere sottratti alla riduzione del debito e all’aiuto ai poveri (in ogni caso, il debito è in costante riduzione così come i contributi alle famiglie per mezzo del Centro di ascolto).

Il donatore intende rimanere anonimo e tale vogliamo lasciarlo, ma è possibile tracciarne un identikit.

Certamente si tratta di una persona che ama la bellezza e che trovava stridente che si annunciasse la gioia e la felicità possibile del messaggio evangelico con lo sguardo sul cemento o sulle perdite di acqua dal soffitto perfino durante le celebrazioni (per questo gli affreschi sono stati preceduti da un intervento risolutivo di impermeabilizzazione delle coperture).

Sicuramente si tratta di una persona che non vuole che si distragga l’attenzione ai poveri, ma nello stesso tempo è cosciente di come il decoro di una casa possa far sentire la famiglia maggiormente a proprio agio. Non Dio, ma gli uomini hanno bisogno di giungere con i sensi alla relazione; con le parole ascoltate, con gli occhi che guardano, con le mani che vorrebbero poter toccare o carezzare.

Si tratta di persona non ricca che non solo ha finanziato il progetto da sola attingendo ai risparmi di una vita senza sprechi, ma ha voluto interessarsi alla realizzazione dell’opera con totale apertura; condividendone i contenuti e accettando le modifiche e le correzioni che sono emerse sebbene, come sponsor, avrebbe potuto imporsi ed avere voce esclusiva. Una persona insomma che si è chinata nell’orgoglio per dare coerenza agli affreschi con il disegno comunicativo che la struttura architettonica porta in sé.

Alcuni nella comunità parrocchiale si chiedono come poter partecipare al finanziamento, considerando la rilevanza della spesa, ma l’occulto donatore vuole che le persone non siano sollecitate a farlo, magari per una ulteriore occasione oltre quelle che periodicamente impegnano i fedeli.

La comunità parrocchiale potrebbe comunque organizzarsi autonomamente sia per alleggerire l’impegno profuso, sia per farlo diventare impresa corale non solo nella fruizione, ma anche fattivamente.

Potrebbe accadere che alcuni o molti si uniscano per questo. Potrebbe anche accadere che la generosità non sollecitata della comunità per questo fine continui a fluire nelle esigenze di manutenzione delle opere parrocchiali, nella carità ai poveri, nel sostegno ai missionari…. Se così fosse, comunque un giorno il nome del donatore potrebbe essere conosciuto, e magari fra un secolo si potrà dire che c’erano nel 2017 persone innamorate di Cristo e della sua Chiesa, quella con la C maiuscola e quella con la c minuscola, quella fatta di mattoni ma prima ancora di uomini e donne, giovani ed anziani, bambini e bambine che si uniscono nel canto di lode e di ringraziamento al Signore.

A questo donatore, certo di interpretare la sensibilità di tutti i parrocchiani, vanno un grazie e preghiere a Dio Trinità, Padre Figlio e Spirito Santo, relazione perfetta; affinché bellezza e bene vivano nella comunità e crescano giorno dopo giorno in essa.

Nessuno di noi potrà indicare il donatore, ma siamo certi che lui sorriderà e forse si commuoverà nel vedere un ragazzo che stupito segue colori e le immagini dell’affresco e, gustando la bellezza di un segno, sogna una bellezza più grande ed una realtà più viva fra di noi.

Verona, 2017

Fabio Cortesi
(Vice presidente Consiglio Pastorale Parrocchiale)

“Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori.” (Sal 126, 1)

 

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