Natale 2019

Natale 2019

Marco non scrive del Natale.

E se leggiamo Luca, scopriamo nei dettagli le tracce della resurrezione.

Il Natale di Giovanni è la creazione del mondo.
E per Matteo è una regalità che si manifesta preannunciata da secoli.
E nel Vangelo imperfetto che posso scrivere per il tempo che mi è stato dato, è stato  Natale, annunciato dalla apertura di cuore di un servo inutile,  quella volta che una vedova avrebbe dormito  e quella volta che una famiglia avrebbe salvato la sua armonia e quella volta che davanti alla bellezza dopo la fatica ho riconosciuto un altro e quando ho salvato una vita, con una parola o con la pazienza che mi manca ,  inconsapevolmente,  solo perché spettava a me trovarmi in quel tempo e in quel luogo.
Il seminatore non può avere coscienza dei semi che fruttificheranno e delle centinaia che si perderanno. O ancora, quelle volte nelle quali ho detto quanto sentivo giusto dire, inopportuno, magari con la dolcezza che spesso mi manca, senza attendermi successi e sapendo che nelle ragioni degli uomini avrei fatto solo brutta figura.
Quante cose non sarebbero accadute se un Dio fattosi bambino, uomo, non avesse spezzato la catena del dare per ricevere e della attesa di un contraccambio. Quanto saremmo diversi e peggiori del peggio che siamo rispetto a quello che potremmo essere, e ci dicono che non è possibile, che è buonismo, che sono tutte frottole, ma il Vangelo che continua ad essere scritto da uomini e donne in tutto il mondo dice che Natale c’è ancora.
Natale non si compra, tanti lo vendono senza averlo mai posseduto, ladri di senso.
Natale si dice troppo, andrebbe taciuto tanto incommensurabile è la grandezza dell’infinito che si rende finito.
Natale si narra e riconosce nei gesti e nella Annunciazione che ci è stata offerta da altri che ci hanno preceduto.
A volte una lacrima che l’età rende più facile al sentire qualcosa di vero, di bello e di buono che in greco si dice in un solo termine, diventa lezione di teologia.  A volte una lacrima, che si ferma negli occhi perché gli uomini fanno fatica a piangere, mi fa sentire che è Natale. A volte ci si ferma e si aprono gli occhi.  A volte è Natale, e non è dicembre.
Buon Natale sia riconoscere il tempo e gli incontri, in un giorno o in un istante, magari ora. Buon Natale sia riconoscerci evangelisti, narratori di una relazione vivente, con il brivido di saperlo e come accade con gli amici, di vedersi poco o niente, ma di riprendere da dove si era interrotto anche dopo anni di lontananza.
Sia Buon Natale, siano occhi che vedono nella notte e mani che scrivono ancora una buona notizia.

Fabio Cortesi

Scuola veneta, 1620 circa, Chiesa di Santo Spirito,
presso la Fond.ne Don Cremona,  Bassano del Grappa

In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto

queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli,

 non l’avete fatto a me (Mt 25,45)

I commenti sono chiusi