La storia della parrocchia

La parrocchia ieri e oggi

 

Parrocchia San Domenico Savio Verona

Parrocchia urbana extra muros del vicariato di Verona Nord-Ovest.

Nata dallo smembramento del territorio delle parrocchie di S. Maria Immacolata e S. Massimo all’Adige. Oggi comprende circa 3500 abitanti.

E’ stata eretta a Parrocchia il 25 dicembre 1973 ed affidata all’Ispettoria Nord-Est dei Salesiani di don Bosco (SDB).

La Chiesa dedicata a S. Domenico Savio è stata consacrata il 3 maggio 1987 dal salesiano card. Rosario Josè Castillo Lara.

Dopo l’inaugurazione dell’istituto Salesiano  S. Zeno di via don Minzoni (1965), per desiderio del Vescovo, i Salesiani, iniziano subito ad interessarsi anche della popolazione della zona e nel febbraio 1970 la cappella dell’istituto viene dichiarata Rettoria.

Il primo rettore fu don Siro Righetto.

Nel 1971 gli subentra don Giuseppe Mosaner.

Il 25 dicembre 1973 il Vescovo, mons. Giuseppe Carraro, emanò il decreto di erezione canonica della Parrocchia S. Domenico Savio e chiese ufficialmente ai salesiani di assumerne la pastorale.

Nel 1974 si sottoscrisse una convenzione tra Curia vescovile e Congregazione Salesiana.

Dal 1978 si costituì canonicamente una Comunità autonoma di religiosi salesiani.

Il primo direttore-parroco fu don Antonio Bergamin.

Da allora fino al 2013, si sono alternati diversi religiosi salesiani (SDB) che hanno testimoniato comunitariamente con intraprendenza e fedeltà il carisma di don Bosco, a servizio dei giovani e della popolazione di Borgo Milano.

L’ultima Comunità religiosa SDB fu costituita da:

don Gaetano Finetto, direttore-parroco
don Giorgio Battigelli , vicario e responsabile dell’Oratorio e del Centro giovanile
don Guido Cappelletto, inc. attività varie
don Carlo Vitacchio, inc. attività varie
don Patrizio Sinigaglia, inc. attività varie

Dal settembre 2013 la parrocchia, tornata alla diocesi, è stata guidata da due co-parroci: don Gaetano Tortella e padre Andrea Trevisan

Dal 30 settembre 2018 il nuovo pastore è don PAOLO GIOVANNELLI, coadiuvato da don Gaetano Tortella

 


S. Domenico Savio

S. Domenico Savio

SAN DOMENICO SAVIO

Domenico entra nell’oratorio di Valdocco a Torino. Guidato dalla sapiente mano di Don Bosco percorre una formidabile esperienza di vita umana e cristiana. “La morte, ma non peccati … Gesù e Maria siate voi sempre gli amici miei!”. Sono propositi di Domenico che continuano ad orientare la vita cristiana di migliaia di adolescenti. Ad un compagno solitario, appena giunto a Valdocco ebbe a dire: “Noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri nel fare bene il nostro dovere”. Era il suo programma di vita.

La prima cosa che gli fu consigliata per farsi santo fu di impegnarsi per far del bene alle anime. È la cosa più gradita a Dio: per salvare le nostre anime, infatti, Gesù sparse tutto il suo sangue prezioso. Domenico capì l’importanza di questo impegno, e più volte disse: “Se potessi far diventare amici di Dio tutti i miei compagni, sarei felice”. E agiva di conseguenza nel correggere e aiutare i compagni. La cosa che più lo spaventava e che lo faceva veramente star male era la bestemmia ed il pronunciare il santo nome di Dio senza rispetto. Se per le vie della città o in qualche altro posto sentiva parole di questo genere, tutto addolorato abbassava la testa e diceva con affetto: “Sia lodato Gesù Cristo”.

Una volta, tornando da scuola, Domenico udì un uomo bestemmiare in maniera orribile. Tremò, chiese perdono a Dio per quel povero uomo, poi fece un gesto magnifico. Con aria molto rispettosa si avvicinò al bestemmiatore e gli domandò se per piacere poteva indicargli la strada per l’Oratorio di Don Bosco. Davanti a quella faccia innocente quel tale perse la rabbia che lo agitava tutto. Disse: “Non lo so, caro ragazzino, mi dispiace”. “Se non sapete dirmi la strada, forse potete farmi un altro piacere”. “Volentieri, sentiamo”. Domenico gli andò vicino perché nessuno lo sentisse e bisbigliò: “Mi farete un gran piacere se quando siete arrabbiato non bestemmiate il santo nome di Dio”. Quell’uomo grande e grosso lo fissò con stupore e ammirazione. Poi disse: “Bravo! Hai proprio ragione. Devo perdere quel maledetto vizio”.


LA VITA DI

S. DOMENICO SAVIO

Domenico Savio è l’angelico alunno di San Giovanni Bosco, nato a Riva presso Chieri (Torino) il 2 aprile 1842, da Carlo Savio e da Brigida Gaiato. Trascorse la fanciullezza in famiglia, circondato dalle cure amorevoli del padre che faceva il fabbro e della madre che era una sarta.

Il 2 ottobre 1854 ebbe la fortuna d’incontrare Don Bosco, il grande apostolo della gioventù, il quale subito «conobbe in quel giovane un animo secondo lo spirito del Signore e rimase non poco stupito, considerando i lavori che la grazia divina aveva già operato in così tenera età».

Domenico Savio chiuse la sua breve esistenza a Mondonio, il 9 marzo 1857, a soli 15 anni. Con gli occhi fissi in una dolce visione, esclamò: «Che bella cosa io vedo mai!».

La fama della sua santità; suggellata dai miracoli, richiamò l’attenzione della Chiesa che lo dichiarò eroe delle virtù cristiane il 9 luglio 1933; lo proclamò Beato il 5 marzo 1950, Anno Santo; e, quattro anni dopo, nell’Anno Mariano, lo cinse dell’aureola dei Santi (12 giugno 1954). La sua festa si celebra il 6 maggio.


PREGHIERA DELLA

MAMMA IN ATTESA

Signore Gesù, ti prego con amore per questa dolce speranza che racchiudo nel mio seno. Mi hai concesso l’immenso dono di una piccola vita vivente nella mia vita: ti ringrazio umilmente per avermi scelta strumento del tuo amore. In questa soave attesa aiutami a vivere in continuo abbandono alla tua volontà. Concedimi un cuore di mamma puro, forte, generoso. A te offro le preoccupazioni per l’avvenire; ansie, timori, desideri per la creaturina che ancora non conosco. Fa’ che nasca sana nel corpo, allontana da lei ogni male fisico e ogni pericolo per l’anima.

Tu, Maria, che conoscesti le ineffabili gioie di una maternità santa, dammi un cuore capace di trasmettere una Fede viva e ardente. Santifica la mia attesa, benedici questa mia lieta speranza, fa’ che il frutto del mio seno germogli in virtù e santità per opera tua e del tuo Figlio Divino. Amen.


LA PROMESSA DELLE MAMME

San Domenico Savio è l’angelo dei fanciulli, che egli protegge fin dal loro primo sbocciare alla vita. Per amore dei fanciulli, il Santo delle culle benedice anche le mamme nella loro difficile missione. Per ottenere la protezione di Domenico Savio, le mamme, oltre all’uso di portare l’abitino del Santo, sottoscrivano e osservino quattro «Promesse».

Le quattro Promesse non importano impegni nuovi: ricordano solo i doveri fondamentali dell’educazione cristiana:

«Siccome è mio grave dovere educare cristianamente i figli, fin da questo momento li affido a San Domenico Savio, perché sia loro Angelo protettore per tutta la vita. Dal canto mio prometto:

  1. d’insegnare loro ad amare Gesù e Maria con le preghiere giornaliere, con la partecipazione alla Messa festiva e con la frequenza ai Santi Sacramenti;
  2. di difendere la loro purezza col tenerli lontani dalle letture, dagli spettacoli e dalle compagnie cattive;
  3. di curare la loro formazione religiosa con l’insegnamento del Catechismo;
  4. di non ostacolare i disegni di Dio, qualora si sentissero chiamati al sacerdozio e alla vita religiosa».

PREGHIERA A

S. DOMENICO SAVIO

Angelico Domenico Savio,
che alla scuola di Don Bosco imparasti a percorrere
le vie della santità giovanile, aiutaci ad imitare
il tuo amore a Gesù, la tua devozione a Maria,
il tuo zelo per le anime; e fa che,
proponendo anche noi di voler morire piuttosto che peccare,
otteniamo la nostra eterna salvezza. Amen.

Altare di S. Domenico Savio - Valdocco (TO)

Altare di S. Domenico Savio – Valdocco (TO)