Curiosità: Anno bisestile, quando e da chi fu inventato

Curiosità: Anno bisestile, quando e da chi fu inventato

Bisestile

Un anno bisestile è un anno formato da 366 giorni, uno in più dei “normali” 365: il 2016 è un anno bisestile, e quindi oggi è il 29 febbraio e non il primo marzo come qualcuno avrà pensato. Ci sono diverse cose sugli anni bisestili che non sono troppo conosciute: per esempio che non cadono solo ogni quattro anni, perché sono bisestili anche gli anni precedenti a quello che segna l’inizio di un nuovo secolo – quindi 1800, 1900 e 2000 – che si possono dividere per 400. L’anno bisestile fu inventato da Giulio Cesare e poi “riaggiustato” da papa Gregorio XIII. Abbiamo messo insieme un po’ di curiosità e di cose da sapere: per esempio, perché esiste l’anno bisestile?, quando fu inventato?, perché si chiama così?

1. Quando cade l’anno bisestile?

Non esattamente ogni quattro anni, in realtà. Gli anni precedenti a quello che segna l’inizio di un nuovo secolo – quindi 1800, 1900, 2000 – sono bisestili soltanto se si possono dividere per 400. Quindi il 2000 è stato un anno bisestile, il 2100 non lo sarà. La formula per sapere se un anno è bisestile è: solo se le ultime due cifre sono divisibili per quattro, oppure se l’intero anno è divisibile per 400.

2. Perché c’è l’anno bisestile?

Un anno solare, cioè il tempo che la Terra impiega a fare un giro completo intorno al Sole, non è perfettamente divisibile in periodi di 24 ore, cioè in giorni: dura circa 365 giorni e 6 ore. Se tutti gli anni avessero 365 giorni, ogni quattro anni il calendario si ritroverebbe in anticipo di un giorno. Grazie all’anno bisestile, il calendario si “rimette in regola” aggiungendo un giorno proprio quanto l’anticipo accumulato raggiunge le 24 ore (sei ore all’anno, per quattro anni).

Un altro problema è dovuto al fatto che in realtà l’anno astronomico non dura esattamente 365 giorni e 6 ore, ma qualche minuto in meno, per la precisione 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. Quindi, anche utilizzando gli anni bisestili, dopo 400 anni il calendario si troverebbe sballato, in ritardo di circa tre giorni. Per risolvere il problema, gli anni precedenti a quello di inizio secolo, cioè quelli divisibili per cento, non sono considerati bisestili a meno che non siano divisibili anche per 400. In questo modo, ogni 400 anni ci sono 3 anni bisestili in meno, eliminando così i tre giorni di anticipo.

3. Quando fu inventato l’anno bisestile?

Quasi tutti i calendari elaborati nel corso della storia incorporavano qualche sistema per correggere il fatto che l’anno solare non si possa dividere esattamente in giorni. L’osservazione del sole e delle stelle è stata una delle prime scienze a essere sviluppate in quasi tutte le civiltà e già molti secoli prima di Cristo gli astronomi conoscevano bene i tempi della rivoluzione della Terra intorno al Sole. Nel caso del nostro calendario, l’origine dell’anno bisestile risale a Giulio Cesare che nel 46 Avanti Cristo impose un po’ d’ordine alla caotica situazione del calendario romano.

Fino al suo arrivo, l’anno romano durava 355 giorni. Per compensare la differenza con l’anno solare, ogni tanto veniva aggiunto al calendario un intero “mese intercalare” di durata variabile, di solito una ventina di giorni tra febbraio e marzo. In teoria la regola prevedeva che a un anno da 355 giorni dovesse fare seguito uno da 377 giorni, a cui seguiva di nuovo uno da 355 e poi uno da 378, per poi ricominciare il ciclo. Alternandosi in questo modo, il calendario romano riusciva a essere più o meno in linea con quello solare.

In pratica però, le cose funzionavano malissimo. L’autorità che governava i calendari, il Pontefice Massimo, era una figura politica e molto spesso accadeva che il mese intercalare venisse accorciato o allungato, inserito o “dimenticato”, in base all’interesse dei Pontefici o dei suoi alleati. Se ad esempio il Pontefice Massimo aveva convenienza a ritardare un’elezione prevista per marzo, poteva inserire dopo febbraio un mese intercalare insolitamente lungo. La situazione era estremamente caotica e Cesare cercò di risolverla. Con l’aiuto di matematici ed esperti, alcuni dei quali conosciuti durante la sua campagna in Egitto, progettò un calendario diviso in anni di 365 giorni, e di 366 ogni quattro anni.

4. Perché si chiama bisestile?

I romani non contavano i giorni del mese come noi (2 febbraio, 7 marzo, 12 giugno, per esempio), ma usavano un complicato sistema in cui ogni mese veniva diviso in calende, idi e none. Nel calendario giuliano si stabiliva che negli anni da 366 giorni, il “giorno” in più dovesse essere inserito a febbraio il sesto giorno prima delle calende di marzo, cioè il 24 febbraio. Legalmente, il 24 febbraio veniva considerato un “giorno doppio”, formato da 48 ore. In questi anni, quindi, c’erano due “sesti giorni prima delle calende di marzo”, da cui “bisextus” (due volte il sesto) e quindi, bisestile. Il primo “29 febbraio”, cioè il giorno in più secondo i moderni calendari, probabilmente comparve nel medioevo, quando i giorni dei mesi cominciarono ad essere contanti in modo sequenziale e non più alla maniera romana.

5. Aspetta un secondo, e la faccenda degli anni di secolo?

La riforma di Cesare aveva trascurato che un anno solare non dura esattamente 365 giorni e sei ore. Il calendario giuliano, quindi, si trovava in ritardo di tre giorni ogni 400 anni. Tra guerre civili, caduta dell’Impero romano, invasioni barbariche ed epidemie di peste, nessuno fece caso a questo errore per circa un millennio e mezzo. Solo nel 1582 il Papa di allora, Gregorio XIII, si accorse che quell’anno la primavera era cominciata l’11 marzo, dieci giorni in anticipo rispetto alla data dell’equinozio.

Gregorio decise di risolvere la questione una volta per tutte e impose una drastica riforma: dopo venerdì 4 ottobre 1582 il calendario sarebbe saltato direttamente a sabato 15: i dieci giorni di mezzo, in un certo senso, non sono mai esistiti. Questo però non risolveva il problema della durata media dell’anno. Per evitare di perdere altri dieci giorni nel migliaio di anni successivo venne stabilito che gli anni multipli di cento sarebbero stati bisestili soltanto se fossero stati multipli anche di 400.

6. E l’Europa, quando accettò il calendario Gregoriano?

L’accettazione del calendario Gregoriano da parte dell’Europa di allora, in un mondo diviso da guerre intestine, fu a macchia di leopardo. Non tutti, e non subito, vollero ascoltare una riforma considerata “papalina”, e per secoli, le date divennero “diverse” da paese a paese.
Ovviamente, in un mondo diverso dal nostro – con meno connessioni “urgenti”- la differenza di dieci giorni fra un luogo e l’altro non era sentita come particolarmente importante, e ci vollero dei secoli perchè i paesi ortodossi, anglicani e protestanti si “convertissero” a questo nuovo modo di calcolare il tempo. L’ultima fu l’Unione Sovietica, che si decise solo dopo la Rivoluzione d’Ottobre – che secondo il nostro modo di contare, si svolse a novembre.
Particolare fu il caso della battaglia di Austerlitz, alla quale le truppe russe arrivarono in ritardo – secondo gli austriaci – e puntuali -secondo i russi -, permettendo a Napoleone di affrontare i suoi nemici quasi uno alla volta.

Il Post

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Mercoledì delle ceneri

le-ceneri-significato-biblicoIl “Mercoledì delle Ceneri” segna l’inizio della Quaresima. Come afferma la Liturgia, questi sono giorno di penitenza per la remissione dei peccati e della salvezza delle anime. Inoltre i fedeli si preparano alla Pasqua. Nella religione cristiana, la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri indica il primo giorno della Quaresima e chiamato anche un tempo in latino Caput Quadragesimae, era l’inizio del digiuno. Il nome ha origine dall’usanza di cospargere la fronte dei fedeli con le ceneri benedette, ricavate bruciando i rami d’olivo dell’anno prima, formando una croce. Questa cerimonia fu eseguita per la prima volta nel VI secolo d.C. La celebrazione delle ceneri nasce per la celebrazione pubblica della penitenza, il cui rito dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. All’inizio il rito delle Ceneri era riservato solo ai penitenti poi, essendo in seguito abolita la penitenza pubblica, il rito fu esteso a tutti i fedeli per richiamare alla memoria il comune destino mortale causato dal peccato originale. Per il mercoledì delle ceneri è previsto il digiuno e l’astensione dalle carni. Le chiese Ortodosse Orientali non osservano questo rito e la loro Quaresima comincia il lunedì successivo, chiamato Lunedì Purificato.

Buona Quaresima

ATTENZIONE

TUTTI I VENERDI DI QUARESIMA A PARTIRE DAL 12 FEBBRAIO

alle ore 18.15 Via Crucis animata dai ragazzi del catechismo.

L’orario della messa è spostato alle ore 19.00

Verbale del Consiglio Pastorale del 27 gen. 2016

Il 27 Gennaio 2016 si è riunito il Consiglio Pastorale Parrocchiale e, per quanto riguarda la testimonianza di don Umberto Tagliaferri, tutti sono rimasti molto colpiti dal racconto della sua vita. Era un giovane molto brillante che, in pochi anni, aveva raggiunto tutto ciò che sembra dare la felicità: successo, lavoro, denaro, ragazze, viaggi, impegno politico. In realtà, Umberto era sempre più insoddisfatto, finchè incontrò un giovane consacrato dei Memores Domini, un’associazione laicale nata dall’esperienza di Comunione e Liberazione, che gli ripeteva in continuazione: “nella vita bisogna godere di tutto senza avere bisogno di niente”. E l’amico era davvero felice: credeva in Dio.

Umberto cominciò a sentirsi affascinato da un modo di vivere e di guardare le cose che lo prendeva sempre di più. E quale gioia  quando, dopo molti anni, si avvicinò alla confessione e si sentì dire: “Io ti assolvo, vai in pace!”. Il perdono era possibile. Gli veniva data l’occasione di cambiare. E così fu. Divenne sacerdote e “tutto diventò più profondo, più bello, più vero. E’ stato come rinascere un’altra volta. Il passato, anche gli errori, hanno preso una nuova luce.

Oggi, augura a tutti questa gioia che solo la grazia della fede può donare. Basta desiderarla, al resto pensa Dio”.

Don Umberto, oggi, è segretario di don Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia.

Quest’anno, la sensazione generale è che la preparazione al Natale sia stata sentita e vissuta in un crescendo continuo, grazie anche ad alcuni gesti ed iniziative, quali:

— la novena di preparazione che ha visto il coinvolgimento di animatori, catechisti, ragazzi e genitori. Il contenuto e i segni posti sono stati molto efficaci;

— l’accoglienza in chiesa con la distribuzione dei foglietti contenenti la preghiera da recitare durante la settimana;

— il coro dei giovani che, nato lo scorso anno, è aumentato numericamente, ma soprattutto come affiatamento;

— il canto della stella che ha portato nelle famiglie la notizia dell’imminente nascita di Gesù e che ha visto insieme giovani dalle elementari all’università;

— la recita del Padre Nostro, durante la messa, con i bambini che si davano la mano.

Proposte per la Quaresima e appuntamenti vari:

  • 4  febbraio: alle 17,15 adorazione eucaristica animata dal Centro di Ascolto-Caritas Gruppo Servizio alla Vita;
  • 7 febbraio: giornata per la vita. Lettura resoconto anno 2015 e raccolta offerte;
  • 10 febbraio: le Ceneri. Sante Messe alle ore 8,30   18,30   21.00.
  • Durante La Quaresima, tutti i venerdì: Via Crucis alle 18,15 animata dai ragazzi del catechismo e dai giovani; Santa Messa alle 19,00;
  • 11 febbraio: Padre Gino Toppan, Parroco di Tombetta,  parlerà di S. Teresa del Bambin Gesù;
  • 5 e 6 marzo: vendita ulivi Unitalsi;
  • 10 marzo: Padre Antonio Sicari, carmelitano, presenterà Padre Antonio Mandic, frate capuccino;
  • 13 marzo: giornata missionaria;
  • 17 marzo: Penitenziale per giovani e adulti;
  • 31 marzo: Veglia di preghiera per i martiri missionari;
  • 8  aprile: un sacerdote della Fraternità e Missione di San Carlo parlerà di Santa Faustina Kowalska;
  • 21 maggio: pellegrinaggio giubilare al Santuario della Madonna della Corona.

Anticipiamo che il Grest si terrà dal 20 Giugno all’8 Luglio e la Giornata Mondiale per la Gioventù dal 22 Luglio al 2 Agosto

Dal 13 al 20 Marzo, in P.zza Brà, verrà montata la “Tenda della Misericordia” voluta dal “Gruppo Rinnovamento nello Spirito” con l’approvazione del Vescovo.

Festa di S. Giovanni Bosco 31 gennaio 2016