MINI VOCI 2020

MINI VOCI 2020

Gesù in persona si accostò e camminava con loro… Lc 24

LA PARROCCHIA SALUTA DON GAETANO

CON LA S. MESSA DELLE 18,30 DI OGGI TERMINA IL SERVIZIO DI DON GAETANO NELLA NOSTRA PARROCCHIA.

La parrocchia ringrazia don Gaetano per il suo servizio e chiede al Signore di colmarlo di ogni benedizione.

Un distacco: sempre un momento di intensa verifica.
Dopo 6 anni don Gaetano ha lasciato la parrocchia di S Domenico Savio a Verona. Dopo tanto tempo come responsabile del movimento, dopo tanti spostamenti e viaggi dove il Signore lo chiamava, fosse in Croazia, in Romania, in Palestina o tra i ragazzi del Veneto o della scuola, era arrivata la parrocchia.
Quello che ha colpito sabato alla messa di saluto oltre alla partecipazione di tantissime persone e al loro calore e gratitudine che sì è intrecciata con le parole commosse di gratitudine di don Gaetano, è stato un giudizio chiaro espresso dal vicepresidente del consiglio parrocchiale Fabio Cortesi.
E’ stato bello vedere ancora una volta che il carisma del movimento, vissuto, non chiude, non impone nulla, ma valorizza la strada di tutti. Come dicevano anche i ragazzi, suoi allievi al tempo del liceo, perfino i più ostili
“con don Gaetano puoi non essere d’accordo , ma non puoi non prendere in considerazione quello che dice”.

Il testo letto in chiesa dice..
“Quando sei anni fa dopo oltre 40 anni i Salesiani decisero di lasciare la parrocchia, la nostra comunità, che avevano costituito e che ancora esprime la formazione originaria, eravamo molto preoccupati, tristi. Un senso di abbandono ci pervadeva. E assieme a questo era in noi la preoccupazione per quanto poteva accadere. Qualcuno si era allontanato, altri temevano che Don Gaetano, con Don Andrea, Comunione e liberazione, potessero uniformare la parrocchia azzerando la sua storia.
Così invece non è stato e possiamo oggi affermare che Don Gaetano Tortella è ed è stato prete diocesano, ma salesiano nei fatti. La teologia che ci ha consegnato e che come Don Bosco vuole coniugare fede e vita, umanità e divinità di Cristo nostro Signore, è stata connotata da alcuni termini che vorrei brevemente riconsegnare.
Realtà: la realtà esiste e non va costruita. Progettata, organizzata, perché ci precede, ha il nome di creato, ha il nome di relazioni che ci hanno costituito e ci costituiscono. La natura ci insegna, come scrive Romano Guardini. Realtà che ci chiama per essere accolta o rifiutata, consegnandoci al nichilismo. Accogliendola abbracciamo la gioia, la felicità possibile, ed
anche il dolore, il non senso, il rispetto per la libertà. La Realtà è stata i mille momenti di questi anni, la realtà sono i volti di quanti oggi ti abbracciano, la realtà è la fatica del tuo distacco ed il calore che vogliamo darti. La tua realtà siamo stati, siamo e saremo noi.
Istante: ci hai insegnato che il Signore è vivo, davvero, e non va pensato in un futuro indefinito, che il tempo della salvezza, del centuplo, è ora. E’ l’istante che ci decide e ci consegna il senso, come scrive Don Giussani, che hai conosciuto personalmente. L’istante, don Gaetano è ora, l’istante è questo.
Compagnia: ci hai insegnato che da soli non si va lontano e si possono incontrare illusioni e fantasie. La compagnia è il luogo della fede, della esperienza e della testimonianza, il luogo dove due o più sono uniti nel Suo nome e nel quale Lui è presente. La compagnia, Gaetano è davanti ai
tuoi occhi.
Nel vangelo di oggi, un vangelo non semplice, il Signore ci presenta la figura
dell’amministratore disonesto e giunge a chiederci di farci amici con la disonesta ricchezza. Ma chi è il servo disonesto? E’ chi vende cose non proprie. Tu Gaetano ci hai dato cose tue, i tuoi soldi, il tuo tempo, il tuo entusiasmo che abbiamo letto nei superlativi della tua catechesi, questi affreschi, la bellezza che ci hai dato e che ci hai lasciato.
Ma sei stato anche amministratore “disonesto”: ci hai dato quello che non era tuo ma che attraverso di te ci è giunto: l’amore di Cristo, nella nostra compagnia, nell’istante, nella realtà.
Grazie Don Gaetano, grazie. Sei e sei stato un dono di Dio Trinità, relazione perfetta, per tutti noi.
Il Signore continui a benedirti e tramite tuo a benedire la comunità di San Domenico Savio in Verona.
Grazie.”

Fabio Cortesi
Vice Presidente del Consiglio Pastorale

WEEK-END VOCAZIONALI

IMPROVVISAZIONE TEATRALE PER RAGAZZI

Scarica il volantino qui:

Grest 2019

Il ringraziamento del parroco

don Paolo Giovannelli

“Mi aiuti a farmi santo” disse un giorno san Domenico Savio a don Bosco. Egli prese sul serio quelle parole e rivolgendosi a san Domenico disse: “Ti voglio regalare la formula della santità.
Eccola:
Primo: allegria. Ciò che ti turba e ti toglie la pace non viene da Dio.
Secondo: i tuoi doveri di studio e di pietà. Attenzione a scuola, impegno nello studio, impegno nella preghiera. Tutto questo non farlo per ambizione, ma per amore del Signore.
Terzo: far del bene agli altri. Aiuta i tuoi compagni sempre, anche se ti costa sacrificio.
La santità è tutta qui”.

Quando mi hanno chiesto di scrivere un breve ringraziamento sull’esperienza del grest, mi sono venute in mente queste parole di san Giovanni Bosco a san Domenico Savio. “La santità è tutta qui”, semplice no? Credo che l’esperienza vissuta quest’anno sia stata proprio la ricerca della felicità da parte di tutte le persone che hanno contribuito nella realizzazione del grest. Ringraziare ognuno per nome, rischia sempre di lasciar fuori qualcuno, e allora lo farò per categorie. Ringrazio la categoria genitori che hanno deciso di ricercare la felicità per i propri figli nel grest parrocchiale. Ho la consapevolezza che il servizio da noi svolto rientra più in un bisogno sociale che in un’esperienza religiosa, ma avere ogni giorno più di cento bambini per tre settimane, capita solo una volta l’anno, e allora grazie per averci permesso di trasmettere Gesù ai vostri figli attraverso quest’esperienza estiva. Un grazie alla categoria bambini, sempre vivaci e pigri, curiosi e indifferenti, attenti e distratti, allegri e arrabbiati, chiassosi e silenziosi, ma tutti con un cuore grande sempre pronti ad accogliere tutto. Un grazie alla categoria animatori entusiasti e svogliati, pazienti e impazienti, allegri e brontoloni, innamorati e abbandonati, ma sempre belli, com’è bello colui che dice il proprio “si” al bel progetto di Dio sulla sua vita. Un grazie agli artigiani, così mi piace chiamare tutte le persone che si sono dedicate ai laboratori. Sì, artigiani, perché l’artigiano è colui che trasforma la materia rendendo ciò che è grezzo un capolavoro. Così è stato per loro, non solo con la materia stoffa, cuoio, legno o altro materiale, ma anche con i bambini, insegnando loro la pazienza dell’attesa, la bellezza dell’ordine, la difficoltà dell’ascolto necessario per crescere e costruire. Un grazie al gruppo cucina sempre allegro, mai stanco e domo sia nel servire il cibo e sia nell’allegria di una finale partita a carte. Un grazie alle mamme per le merende, incessanti consumatrici di Nutella, pronte a lasciare un dolce ricordo della giornata. Un grazie ai miei più stretti collaboratori della segreteria e alle ragazze dell’istituto san Zeno. Il condividere una responsabilità oltre a far fare meno fatica a tutti, rende le cose più belle perché si lavora non per se stessi, ma si partecipa in modo sinodale al grande progetto di bellezza che Dio ha su ognuno di noi.

Quindi farsi santo, non è così difficile: uno + due + tre e il gioco è fatto!

Un grazie infine alla Vergine Maria e a san Domenico Savio per averci condotto in questa bella avventura e come diceva un altro grande santo, sant’Ignazio di Loyola, “Ad maiorem Dei gloriam”!