Festa di S. Giovanni Bosco

Festa di S. Giovanni Bosco

S. Giovanni Bosco

O San Giovanni Bosco, che foste sempre così compassionevole delle umane sventure, riguardate a noi tanto bisognosi del vostro soccorso.

Fate discendere sopra noi e sulle nostre famiglie le materne benedizioni di Maria Ausiliatrice;

otteneteci quelle grazie spirituali e temporali che ci sono necessarie:

intercedete per noi in vita e in morte, onde possiamo cantare in eterno le divine misericordie nel bel Paradiso.

Amen.

Missione possibile

MISSIONE POSSIBILE

Uno parte un venerdì mattina  con un amico e va i montagna. Cammina tre ore per giungere ad una cima, che ha un nome, cima Marzola, per vedere un panorama bellissimo ed una nuvola che si specchia sul lago di Caldonazzo. Se gli chiedono perché ha camminato in tutto quasi sei ore può rispondere: ‘per nutrirmi di bellezza’. Poi va alla sera ad una cena preparata da alcune donne di un gruppo che si occupa di aiutare uomini e donne in giro per il mondo a curare ferite fisiche ed umane, annunciando una salvezza offerta gratuitamente, prima di una conferenza. E trova altra bellezza, che ha altri nomi, cura nel cibo, gratuità, accoglienza.  E poi, infine, va ad una conferenza, anche se un po’ stanco della giornata, dal titolo certamente poco allettante: ‘La vita è una missione’, scoprendo che è il tema della giornata missionaria 2018.   A parlare sono state invitate due persone che non ostentano titoli accademici, ma la propria esperienza di vita e non tanto l’incontro con belle cose o belle persone, ma con il degrado di un impero che va in sfacelo trascinando con sé milioni di uomini e donne, nella Russia che per tanti tratti è ancora come e peggio della vecchia Unione Sovietica. Relatori che hanno visto cose brutte, persone che a causa del freddo sono state amputate, ragazzi drogati e distrutti non ancora ventenni, famiglie inesistenti dove marito e moglie si scambiano solo una bottiglia di vodka…Ma di questo hanno parlato poco, quasi nulla. Invece ci hanno detto della gioia che hanno provato nel sentirsi in relazione con queste realtà, accomunati dalla coscienza di non essere mai stati soli e di aver un cuore così pieno da essere capace di contagiare chi non sa più dove sia finito il proprio.  Don Giuseppe Venturini, missionario per una decina di anni in Kazakistan, è un prete che a 54 anni, dopo aver girato le parrocchie del Garda bresciano e veronese venne mandato a dare sostegno ai pochissimi cattolici di quel lontano paese, in una città oscurata dai fumi  della acciaieria più grande d’Europa, senza alberi e fiori. Ilaria Garbujo, dopo aver studiato russo e vissuto qualche anno in  Siberia, proprio in quella terra, in quei silenzi, in una disumanità che trova sorridente al canto di una canzone presso una missione delle suore di Madre Teresa di Calcutta,  sente e vive la sua vocazione di Memores Domini, donna che vive la relazione con il Signore vivendo assieme ad altri e lavorando, incontrando le persone di ogni giorno senza divise ed etichette, ma cercando in ognuno il volto del Signore che l’ha chiamata per starle vicino.  Ora, dopo aver insegnato italiano ai russi, insegna russo agli italiani e nella nostalgia dei paesaggi, dei ragazzi e delle ragazze di Novosibirsk, oltre 20 gradi sotto zero sei mesi l’anno,  parla alla mente ed al cuore di altri studenti.

Giuseppe ed Ilaria hanno condiviso il fatto che la disumanità (ma anche il bisogno di umanità) sono tratti comuni a tutte le persone: nelle nostre città e nelle realtà estreme, dove la dignità viene meno, è evidente la povertà che ci interroga ad offrire gioia e bellezza, paternità e maternità, a partire dal valore delle cose che chiamiamo piccole ma che definiscono il senso del vivere, come il vestirsi con cura, il lavarsi la faccia, il curare la propria salute… Ci hanno spiegato che questi tratti di disagio, soprattutto fra i giovani, sono identici anche nel nostro paese, ed emergono quando, come ora, si pensa che l’impegno umano, i soldi, il successo personale, siano la chiave per essere felici. Invece i loro occhi hanno visto persone senza un soldo e senza un padre cambiare la propria vita iniziando il cambiamento dalla vista un fiore o di un albero piantati in un giardino spoglio o dalla ospitalità di una casa offerta per niente in cambio. Hanno visto come la testimonianza di fede non si nutre di dichiarazioni di intenti ma di vite che incontrano altre vite offrendo un cuore aperto.  A qualcuno sarà certo venuta la domanda in russo ed in italiano sul come l’incontro con lo squallore di persone che si lasciano andare, di alcolismo di massa, di appartamenti sporchi e di giovani senza speranza possa essere avvenuto non portando alla depressione ma ad un senso di gratitudine per la vocazione ricevuta e per l’esperienza vissuta.  O ancora sul come si può rimanere nella fede in un contesto che vede pochissime persone condividere le proprie convinzioni.  La risposta sta nei loro occhi e nel significato di missione: qualcuno li ha chiamati, qualcuno li ha mandati dove non avrebbero mai immaginato di andare. E loro hanno detto grazie a ragion veduta per queste esperienze. E loro non erano da soli. E noi non siamo soli se la missione, essere inviati ad essere testimoni di gioia e di bellezza che parlano di un Altro, è missione possibile. Mission impossible è il titolo di un film pieno di effetti speciali.  Quella cristiana è una missione nella normalità di un sorriso e di uno sguardo diverso sul vivere, quello di una sera di ottobre, quello di Giuseppe e di Ilaria.

Fabio Cortesi

VIDEO DELLA PARROCCHIA VISTO DALL’ALTO

Don Paolo Giovannelli – Nuovo parroco

Domenica c’è stata la nomina del nuovo parroco, don Paolo Giovannelli, voluta dal vescovo Zenti per mezzo del suo vicario.

La comunità parrocchiale nell’accogliere il nuovo pastore ha organizzato una bellissima festa in suo onore.

La festa ha coinciso con l’inizio dell’anno pastorale e con il mandato ai catechisti e agli operatori parrocchiali.

Il tema proposto dal nuovo parroco e che seguiremo in questo nuovo anno pastorale è: TU SEI PREZIOSO AI MIEI OCCHI.

Nel pomeriggio dedicato ai giochi in oratorio, i giovani con l’aiuto dei loro genitori e  di Indiana Jones sono andati alla ricerca di un tesoro e lo hanno trovato.

Era un scrigno contenente il nuovo tema “TU SEI PREZIOSO AI MIEI OCCHI”.

L’occasione ci è gradita per rinnovare a don Paolo e a don Gaetano suo aiutante gli Auguri della comunità.

Preghiamo per loro in quanto “sono preziosi ai nostri occhi”.

SALUTO A DON ANDREA

Sabato 22 settembre 2018 abbiamo salutato Don Andrea che ci lascia per svolgere una nuova missione diocesana, ringraziando assieme a lui il Signore per il dono della sua presenza nella nostra comunità parrocchiale.  CLICCA SUL TITOLO O SULL’IMMAGINE PER VEDERE IL VIDEO.

CAMMINIAMO INSIEME

I gruppi Betlemme, Nazareth, Cenacolo e Tiberiade in festa, contenti per il cammino fatto insieme in quest’anno pastorale e con gioia continueremo a camminare insieme.